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Atari è una parola giapponese usata nel gioco strategico Go quando una pietra o un gruppo di pietre sta per essere preso dall'avversario; essendo appassionati di questo gioco, Nolan Bushnell e Ted Dabney scelsero questo nome aggressivo quando nel giugno del 1972 fondarono Atari Inc. (investendo ciascuno 250 dollari) a Sunnyvale, in California.
L'anno precedente i due ingegneri avevano realizzato il primo videogioco da bar funzionante con monete, Computer Space, una versione del gioco Spacewar! programmato da Steve Russel nel 1961 per un costosissimo computer del MIT, che però non ebbe successo essendo troppo complicato per i giocatori occasionali.
Ad una dimostrazione della prima console casalinga, Magnavox Odissey di Ralph Baer, Bushnell rimase colpito dalla semplicità di un gioco simile al ping pong; incaricò quindi Allan Alcorn, il nuovo capo ingegnere di Atari, di progettarne una versione da bar.
Il gioco, in parte simile allo squash considerato il fatto che la palla rimbalzava sui lati con varie angolazioni, riuscì talmente bene che Bushnell decise di produrlo direttamente; commercializzato a partire dal novembre del 1972, riscosse un grande successo.
Il famosissimo logo Atari disegnato da George Opperman, una "A" stilizzata, rappresenta due videogocatori che si fronteggiano divisi proprio dalla linea centrale del campo da gioco di Pong.
Nutting Associates Computer Space (1971), Atari Pong (1972), logo Atari Inc.
Nutting Associates Computer Space (1971), Atari Pong (1972), logo Atari Inc.
In seguito molti copieranno Pong, per cui Atari dovette continuamente produrre novità: prima versioni di Pong migliorate, successivamente differenti giochi da bar e varie versioni casalinghe di Pong (1975, anch'esse clonatissime).
Tra i tanti giochi da bar sfornati ci fu Breakout (1976), ideato da Bushnell e alla cui progettazione contribuirono Steve Jobs e Steve Wozniak (Jobs fondamentalmente si occupò di intascare i soldi all'insaputa dell'amico!).
Ideare, progettare e produrre un gioco arcade, il cui successo era comunque limitato a pochi mesi, costava parecchio per cui già a partire dal 1975 Atari iniziò a lavorare ad una piattaforma che potesse durare nel tempo grazie a cartucce intercambiabili.
Atari non disponeva della liquidità necessaria per portare a termine questo progetto (denominato "Stella" dal nome della bicicletta di Alcorn) per cui nel novembre del 1976 Bushnell dovette venderla (per 28 milioni di dollari) a Warner Communications, un colosso del tempo (e di oggi col nome di Time Warner), mantenendo comunque il ruolo di amministratore delegato.
Decine di milioni di dollari permisero di iniziare, nel settembre (non ottobre come creduto sino a poco tempo fa) del 1977, la commercializzazione dell'Atari VCS, Video Computer System, in seguito denominata 2600 (CX2600 era il suo codice di ricambio), non la prima console con microprocessore della storia (nel 1976 uscì la Fairchild Channel F) ma sicuramente la più famosa e longeva.
Subito dopo i progettisti del VCS si rimisero al lavoro per sviluppare i chip per una console di nuova generazione.
Nel 1977 gli "home computer", Apple II, Commodore PET e Tandy Radio Shack TRS-80, iniziarono a diffondersi anche nelle abitazioni.
Nel 1978 Atari produsse una versione portatile del suo gioco da bar touch-me (1974), dove bisognava ricordare e riprodurre una sequenza sempre più lunga di colori; fu però battuta sul tempo da Baer che progettò Simon per Milton Bradley, una versione migliorata di questo gioco con colori, note musicali e grandi tasti che avrà un grande successo.
Sears Atari Pong (1975), Atari Video Computer System (1977), Atari Touch Me (1978)
Sears Atari Pong (1975), Atari Video Computer System (1977), Atari Touch Me (1978)
Raymond E. Kassar, in Atari dal marzo 1978 col ruolo di presidente della Divisione consumer e dal dicembre come nuovo amministratore delegato al posto di Bushnell (che non condivideva la linea della proprietà Warner), colpito dai profitti ottenuti da Apple durante il primo anno di vita del suo Apple II, decise di utilizzare la tecnologia in fase avanzata di sviluppo per la nuova console per una linea di computer ("progetto Colleen").
È curioso notare come nel 1976 Jobs e Wozniak mostrarono ad Alcorn un prototipo del loro Apple ma Atari, pur apprezzandolo, declinò l'offerta pensando di non avere la forza necessaria per entrare in questo nascente nuovo mercato.
Il progetto Colleen si evolse in "Candy" e "Colleen", i nomi in codice (ispirati da due avvenenti segretarie) dei due nuovi computer che vennero presentati al Consumer Electronic Show di Las Vegas nel gennaio del 1979 e commercializzati a novembre: l'Atari 400 (così chiamato perché doveva avere 4KB di memoria RAM), destinato alla fascia bassa del mercato, dotato di una tastiera in membrana e di 8KB di memoria (poi saliti a 16KB), costava 549.99 dollari; l'Atari 800, sempre con 8KB di memoria (ma facilmente espandibile a 48KB), 999.99 dollari.
Atari 400 e 800 (1979) con accessori
Atari 400 e 800 (1979) con accessori
Nell'ottobre 1982 Atari lanciò la console 5200 SuperSystem, che condivideva l'hardware dell'Atari 400 ma le cui cartucce erano incompatibili.
Nel marzo 1983 arrivò l'Atari 1200XL, al prezzo di 899.99 dollari, ma fu prodotto solo per pochi mesi: a parte il nuovo design, le sue caratteristiche (e alcune sue magagne) non giustificavano un prezzo molto superiore ai meno di 500 dollari ora necessari per portarsi a casa l'Atari 800.
Atari 5200 (1982) e Atari 1200XL (1983)
Atari 5200 (1982) e Atari 1200XL (1983)
Sotto il nuovo amministratore delegato James J. Morgan, a fine anno furono lanciati gli Atari 600XL (16KB), 199 dollari, e 800XL (64KB), 299 dollari, quest'ultimo il modello più diffuso tra gli 8 bit Atari, che sostituivano gli Atari 400 e 800. La loro scarsa disponibilità durante le festività natalizie non permise di contrastare efficacemente il Commodore 64, che diventerà il più venduto 8 bit.
Atari 600XL e 800XL (1983)
Atari 600XL e 800XL (1983)
A seguito del famoso crollo del mercato americano delle console iniziato alla fine del 1983 (causato dalla massiccia presenza di giochi di scarsa qualità e dalla diffusione dei versatili home computer), Atari Inc. navigava in cattive acque; nel luglio 1984 Warner vendette i settori computer e console a Tramel Technology Ltd. di Jack Tramiel (1928-2012), il fondatore ed ex presidente di Commodore International, il quale fondò Atari Corp.
È interessante notare che in Europa, dove gli home computer detenevano fette importanti del mercato dei videogiochi, il crollo americano non ebbe ripercussioni.
Al CES del gennaio 1985 venne presentata la serie XE (Xl Extended), con un nuovo design e maggiore memoria; il 130XE (128KB) fu commercializzato ad aprile al prezzo di 149.95 dollari, il 65XE (64KB) solo nella primavera dell'anno seguente a 99.95 dollari poiché c'erano ancora scorte invendute di 800XL.
Atari 65XE e 130XE (1985)
Atari 130XE (1985), esternamente identico al 65XE
Atari, così come Commodore, era però ormai concentrata sullo sviluppo di un computer basato sul microprocessore Motorola 68000 a 16/32 bit, dotato di un'interfaccia grafica e con capacità multimediali, che potesse competere con l'Apple Macintosh (1984) grazie anche ad un prezzo inferiore (lo slogan di Tramiel era "computers for the masses, not the classes").
Nel luglio 1985 fu lanciato l'Atari 520ST (il cui design richiama quello della serie XE), il primo computer con interfaccia grafica a colori, visto che l'Amiga 1000 arrivò due mesi dopo.
Commodore Amiga che però è il vero discendente degli 8 bit Atari. Infatti i progettisti di Stella e Colleen lasciarono Atari e nel 1982 fondarono Hi-Toro, in seguito denominata Amiga Corporation, al fine di produrre un avanzato chipset ("Lorraine", di nuovo un nome femminile) per una console/computer basata sul microprocessore 68000. Non avendo i fondi necessari per portare a termine il progetto, intervenne Atari che in cambio di un prestito ottenne l'esclusiva su questa nuova tecnologia che doveva essere impiegata sul nuovo 1850XLD. Nel 1984 però Amiga fu acquistata da Commodore e Atari, invece del nuovo chipset, ricevette solo il rimborso di quanto investito. Curiosamente l'Atari ST ("sixteen/thirty-two") fu progettato da ex ingegneri Commodore assunti da Tramiel dopo che lasciò l'azienda da lui fondata.
Atari 520ST e Amiga 1000 (1985)
Atari 520ST e Amiga 1000 (1985)
Nel luglio 1986, visto il successo che stava riscuotendo la console Nintendo Entertainment System (NES), Tramiel si decise a commercializzare l'Atari 7800, pronta addirittura da due anni ma congelata perché reputava che il mercato delle console fosse destinato a morire; nonostante il poco supporto, questa console, insieme ad una economica nuova versione del VCS (2600 Jr.), riuscì a generare profitti per Atari.
Atari 2600 Jr. e 7800 (1986)
Atari 2600 Jr. e 7800 (1986)
Nel 1987, visto che questo standard dominava il mercato, Atari iniziò la commercializzazione di una propria linea di PC ("personal computer") IBM-compatibili dotati di microprocessore Intel 8088 e successivamente 386.
Nel settembre dello stesso anno vide la luce l'ultimo prodotto della serie 8 bit, l'XE Gaming System, in pratica un 65XE con incorporato il gioco Missile Command racchiuso nel guscio di una console dotata di una tastiera separata.
Atari PC-1 e Atari XE Gaming System (1987)
Atari PC-1 e Atari XE Gaming System (1987)
Nel settembre 1989, dopo averla acquistata da Epyx, Atari introdusse la console portatile a colori Lynx; era nettamente superiore rispetto al contemporaneo monocromatico GameBoy di Nintendo, però il prezzo quasi doppio, le dimensioni generose e la scarsa durata delle batterie, unite ad errori di marketing, ne decretarono l'insuccesso. Fa sorridere il fatto che per sviluppare software per questa console fossero necessari computer Commodore Amiga e non Atari ST; infatti i suoi progettisti erano membri del team che sviluppò l'Amiga.
Lo stesso anno fu introdotto l'Atari Portfolio (in Italia PCfolio), acquistato dalla ditta inglese DIP, il primo palmare della storia compatibile con MS-DOS.
Atari Lynx e Atari Portfolio (1989)
Atari Lynx e Atari Portfolio (1989)
Nel 1991 arrivò il Lynx II, con qualche miglioramento e un prezzo ridotto, ma ormai il mercato era dominato dal GameBoy.
A fine 1991 venne interrotta la produzione degli ormai obsoleti 8 bit, nel 1992 quella dei PC IBM-compatibili e nel 1993 quella dei 32 bit.
Nel novembre 1993 apparve l'ultimo prodotto Atari, il Jaguar, una console tecnicamente superiore a quelle della precedente generazione Sega Mega Drive (1988) e SNES (1990), però diffusissime e ricche di software, definitivamente poi affossata da Sega Saturn e Sony Playstation (1995).
Atari Lynx II (1991) e Atari Jaguar (1993)
Atari Lynx II (1991) e Atari Jaguar (1993)
Nel 1996 Atari, senza più alcun prodotto da vendere ma economicamente in attivo grazie ai proventi di alcune cause del passato, si fuse con JTS Inc., diventando JTS Corp.; nel 1998 JTS vendette il marchio Atari e le sue proprietà intellettuali ad Hasbro Interactive, dal 2001 di proprietà di Infogrames Entertainment SA, che dal 2003 ha puntato sul nome Atari nella riorganizzazione delle società sue controllate. Nel 1979, al momento del lancio dei modelli 400 e 800, le loro caratteristiche tecniche erano all'avanguardia, soprattutto in campo grafico e sonoro, grazie alla presenza di tre chip (ANTIC, CTIA e POKEY) che supportavano il microprocessore, un MOS 6502 a 1.79 MHz (1.77 MHz nei computer PAL).
Questo tipo di architettura rivoluzionaria sarà successivamente impiegato nel Commodore Amiga, un computer multimediale il cui padre, il compianto Jay Miner, aveva partecipato alla progettazione dei chip grafici Atari (e aveva creato quello della console Atari VCS).
Erano disponibili 128 colori (saliti due anni dopo a 256 con il chip GTIA) mentre i concorrenti erano monocromatici o ne avevano pochissimi (lo stesso Commodore 64, di quasi tre anni più recente, ne aveva solo 16); la risoluzione massima era di 320x192 pixel, overscan escluso (infatti era possibile riempire lo schermo sino ai suoi limiti estremi, caratteristica anche questa in seguito ereditata dall'Amiga).
Per la prima volta appaiono quelli che successivamente nel C64 verranno chiamati sprite, cioè oggetti grafici i cui movimenti sono indipendenti da quanto è presente sullo schermo e le cui collisioni vengono controllate automaticamente dall'hardware (sull'Atari questa caratteristica viene denominata grafica giocatore-missile, "player-missile graphics", perché erano disponibili 4 sprite più grandi che nei giochi avrebbero dovuto essere usati per i giocatori e 4 sprite più piccoli per i relativi missili). Questo dava un grande vantaggio ad Atari nell'ambito dei giochi di azione; gli altri computer, ad esempio solo per muovere un personaggio sullo schermo senza rovinare lo sfondo, dovevano far svolgere al microprocessore diversi calcoli supplementari che ovviamente lo rallentavano (non a caso in molti giochi dell'epoca lo sfondo è nero).
256 colori disponibili
256 colori disponibili
esempio di overscan
esempio di overscan
256 colori scorrono sopra il logo rimbalzante
256 colori scorrono sopra il logo rimbalzante
L'audio a quattro canali non era molto inferiore a quello generato dal famoso chip SID del C64.
I modelli introdotti successivamente, la serie XL (1983) e la serie XE (Xl Extended, 1985) come design sono completamente differenti però a livello hardware, a parte ottimizzazioni interne e alcuni dettagli (che però hanno originato qualche incompatibilità con alcuni programmi risolvibile con un apposito floppy disk chiamato "Translator"), in definitiva hanno visto solo l'introduzione di maggiori quantitativi di memoria (64 e 128 KB) e l'eliminazione di due delle quattro porte joystick.
A proposito di estetica, questi computer sono molto caratteristici: la serie 400/800 ha un design robusto (di Kevin McKinsey) che ricorda quello delle macchine da scrivere, la serie XL ha un look molto raffinato (di Regan Cheng) mentre le linee oblique della serie XE (di Ira Velinsky) sono inconfondibili.
Atari 800 (1979), 800XL (1983), 130XE (1985)
Atari 800 (1979), 800XL (1983), 130XE (1985)
Ogni serie ha potuto contare su un numero molto ampio di periferiche esteticamente abbinate: disk drive, registratori, stampanti, plotter, modem ecc.
Degna di nota è la presenza del bus SIO (Serial Input Output), uno standard di comunicazione che ha molte cose in comune con l'odierno USB, tra i cui progettisti c'è Joe Decuir, che ha creato il SIO.
Stranamente Atari non ha mai prodotto un monitor per i suoi 8 bit (l'XC1411 per la linea XE è rimasto un prototipo). Questo è stato un problema di carattere solo estetico, considerata la presenza sul mercato di tanti monitor (e ovviamente televisioni) compatibili ma ovviamente con un design non intonato.
Non mancavano vari tipi di joystick, un paddle, una trackball, una tavoletta grafica e dei sensori per misurare la temperatura e l'intensità della luce. Sono disponibili migliaia di programmi, su nastro (agli inizi degli anni '80 le comuni musicassette erano un supporto di memorizzazione molto diffuso, economico ma lento), su cartuccia (in particolare giochi ma anche applicazioni professionali) e su floppy disk da 5.14 pollici.
La parte del leone la fanno ovviamente i videogiochi però la libreria, comprendente anche degli ottimi software educativi (interessantissimi i due AtariLab che, grazie ad un'interfaccia e con il supporto di una documentazione di ottimo livello, permettono di svolgere esperimenti riguardanti la temperatura e la luminosità), è veramente completa.
Atari ha prodotto tanti programmi ma le più importanti software house dell'epoca non sono state da meno: Activision, Brøderbund, Datasoft, Epyx, Electronic Arts, First Star Software, Gamestar, Infocom, Lucasfilm, Microprose, Mindscape, Parker Brothers, SEGA, Sierra On-Line, Synapse Software, ecc.
Ecco alcuni giochi originariamente programmati per Atari e spesso convertiti anche per altri computer:
Star Raiders, 1979, Atari
Star Raiders, 1979,
Atari
Eastern Front 1941, 1982, Atari
Eastern Front 1941, 1982,
Atari
Fort Apocalypse, 1982, Synapse Software
Fort Apocalypse, 1982,
Synapse Software
Miner 2049er, 1982, Big Five Software
Miner 2049er, 1982,
Big Five Software
Necromancer, 1982, Synapse Software
Necromancer, 1982,
Synapse Software
Soccer, 1982, Thorn EMI Video
Soccer, 1982,
Thorn EMI Video
Way Out, 1982, Sirius Software
Way Out, 1982,
Sirius Software
Alley Cat, 1983, Synapse Software
Alley Cat, 1983,
Synapse Software
Archon, 1983, Electronic Arts
Archon, 1983,
Electronic Arts
Beach-Head, 1983, Access Software
Beach-Head, 1983,
Access Software
Blue Max, 1983, Synapse Software
Blue Max, 1983,
Synapse Software
Drelbs, 1983, Synapse Software
Drelbs, 1983,
Synapse Software
E.T. Phone Home!, 1983, Atari
E.T. Phone Home!,
1983, Atari
Encounter!, 1983, Synapse Software
Encounter!, 1983,
Synapse Software
Flip and Flop, 1983, First Star Software
Flip and Flop, 1983,
First Star Software
M.U.L.E., 1983, Electronic Arts
M.U.L.E., 1983,
Electronic Arts
Pharaoh's Curse, 1983, Synapse Software
Pharaoh's Curse, 1983,
Synapse Software
Pitstop, 1983, Epyx
Pitstop, 1983,
Epyx
Rainbow Walker, 1983, Synapse Software
Rainbow Walker, 1983,
Synapse Software
Rally Speedway, 1983, Adventure International
Rally Speedway, 1983,
Adventure International
Return of Heracles, 1983, Quality Software
Return of Heracles, 1983,
Quality Software
Solo Flight, 1983, Microprose
Solo Flight, 1983,
Microprose
Spelunker, 1983, Brøderbund
Spelunker, 1983,
Brøderbund
Star League Baseball, 1983, Gamestar
Star League Baseball,
1983, Gamestar
Ballblazer, 1984, Lucasfilm Games
Ballblazer, 1984,
Lucasfilm Games
Boulder Dash, 1984, First Star Software
Boulder Dash, 1984,
First Star Software
Bruce Lee, 1984, Datasoft
Bruce Lee, 1984,
Datasoft
Dropzone, 1984, Mindscape
Dropzone, 1984,
Mindscape
Montezuma's Revenge, 1984, Parker Brothers
Montezuma's Revenge,
1984, Parker Brothers
Pitstop II, 1984, Epyx
Pitstop II, 1984,
Epyx
Rescue on Fractalus!, 1984, Lucasfilm Games
Rescue on Fractalus!, 1984,
Lucasfilm Games
Seven Cities of Gold, 1984, Electronic Arts
Seven Cities of Gold, 1984,
Electronic Arts
Spy vs. Spy, 1985, First Star Software
Spy vs. Spy, 1985,
First Star Software
Alternate Reality, 1985, Datasoft
Alternate Reality, 1985,
Datasoft
The Eidolon, 1985, Lucasfilm Ltd.
The Eidolon, 1985,
Lucasfilm Ltd.
Mercenary, 1985, Datasoft
Mercenary, 1985,
Datasoft
Star Raiders II, 1985, Atari
Star Raiders II, 1985,
Atari
International Karate, 1986, System 3
International Karate, 1986,
System 3
Gauntletak, 1987, Donald R. Lebeau
Gauntletak, 1987,
Donald R. Lebeau
Altri famosi titoli dell'epoca programmati in contemporanea su più piattaforme oppure convertiti anche per Atari:
Choplifter!, 1982, Brøderbund
Choplifter!, 1982,
Brøderbund
The Dark Crystal, 1982, Sierra On-Line
The Dark Crystal, 1982,
Sierra On-Line
BC's Quest For Tires, 1983, Sierra On-Line
BC's Quest For Tires, 1983,
Sierra On-Line
Lode Runner, 1983, Brøderbund
Lode Runner, 1983,
Brøderbund
Dr. J and Larry Bird Go One on One, 1983, Electronic Arts
Dr. J and Larry Bird Go One on One, 1983, Electronic Arts
Strip Poker, 1983, Artworx
Strip Poker, 1983,
Artworx
Zork, 1983, Infocom
Zork, 1983,
Infocom
Colossus Chess 3.0, 1984, English Software
Colossus Chess 3.0, 1984,
English Software
The Dallas Quest, 1984, Datasoft
The Dallas Quest, 1984,
Datasoft
Decathlon, 1984, Activision
Decathlon, 1984,
Activision
Flight Simulator II, 1984, Sublogic
Flight Simulator II, 1984, Sublogic
Ghostbusters, 1984, Activision
Ghostbusters, 1984,
Activision
H.E.R.O., 1984, Activision
H.E.R.O., 1984,
Activision
The Hulk, 1984, Adventure International
The Hulk, 1984,
Adventure International
Karateka, 1984, Brøderbund
Karateka, 1984,
Brøderbund
Pitfall II, 1984, Activision
Pitfall II, 1984,
Activision
Summer Games, 1984, Epyx
Summer Games, 1984,
Epyx
Space Shuttle - A Journey Into Space, 1984, Activision
Space Shuttle, 1984,
Activision
The Goonies, 1985, Datasoft
The Goonies, 1985,
Datasoft
Kennedy Approach, 1985, Microprose
Kennedy Approach, 1985,
Microprose
The Pawn, 1985, Rainbird
The Pawn, 1985,
Rainbird
Non mancavano le conversioni di classici giochi arcade:
Deluxe Invaders, 1981, Roklan Corp.
Deluxe Invaders, 1981,
Roklan Corp.
Galaxian, 1982, Atari
Galaxian, 1982,
Atari
Donkey Kong, 1983, Atari
Donkey Kong, 1983,
Atari
Ms. Pac-Man, 1983, Atari
Ms. Pac-Man, 1983,
Atari
Mario Bros., 1988, Atari Corp.
Mario Bros., 1988,
Atari Corp.
Commando, 1989, Sculptured Software
Commando, 1989,
Sculptured Software
La produzione di computer Atari è cessata nel 1991 però continuano ad essere programmati giochi di qualità:
Castle Crisis, 2004
Castle Crisis, 2004
Beef Drop, 2005
Beef Drop, 2005
Flowers Mania, 2006
Flowers Mania, 2006
Crownland, 2007
Crownland, 2007
Yoomp!, 2007
Yoomp!, 2007
Bomb Jake, 2008
Bomb Jake, 2008
Nightshade, 2009
Nightshade, 2009
His Dark Majesty, 2010
His Dark Majesty, 2010
Marbled, 2011
Marbled, 2011
Space Harrier, 2011
Space Harrier, 2011
Ridiculous Reality, 2012
Ridiculous Reality, 2012
Assembloids XE, 2013
Assembloids XE, 2013
RGB, 2014
RGB, 2014
Dimo's Quest, 2014
Dimo's Quest, 2014
The Great Escape, 2015
The Great Escape, 2015
Nonostante il fatto che Atari fosse sinonimo di videogiochi, cosa che non ha agevolato la sua diffusione in ambito professionale, erano disponibili diverse ottime applicazioni:
VisiCalc, 1980, VisiCorp
VisiCalc, 1980,
VisiCorp
AtariWriter, 1982, Atari
AtariWriter, 1982,
Atari
The Home Filing Manager, 1982, Atari
The Home Filing Manager, 1982,
Atari
Atari Artist, 1983, Atari
Atari Artist, 1983,
Atari
Music Construction Set, 1984, Electronic Arts
Music Construction Set, 1984,
Electronic Arts
The Atari Planetarium, 1984, Atari
The Atari Planetarium, 1984,
Atari
La scena demo da sempre apprezza questi computer spingendoli al limite delle loro possibilità:
Drunk Chessboard, 1996, Infinity
Drunk Chessboard, 1996,
Infinity
Numen, 2002, Taquart
Numen, 2002,
Taquart
Forsaken Love, 2004, New Generation
Forsaken Love, 2004,
New Generation
Polymatrix, 2006, Mateusz Wisniewski, Piotr Wisniewski
Polymatrix, 2006,
M. Wisniewski, P. Wisniewski
The Shrine, 2007, La Resistance
The Shrine, 2007,
La Resistance
Pure, 2008, A. Powroznik, M. Wisniewski, P. Wisniewski
Pure, 2008,
Wisniewski, Wisniewski, Powroznik
Ilusia, 2009, Madteam
Ilusia, 2009,
Madteam
Control, 2010, La Resistance
Control, 2010,
La Resistance
C-Drug, 2011, Agenda
C-Drug, 2011,
Agenda
Boogie Nights, 2012, Lamers
Boogie Nights, 2012,
Lamers
New Direction, 2013, Marek Pavlík, Zdenek Eisenhammer
New Direction, 2013,
M. Pavlík, Z. Eisenhammer
Arsantica, 2014, Desire
Arsantica, 2014,
Desire
Cyberpunk, 2014, Lamers
Cyberpunk, 2014,
Lamers
Near, 2015, Agenda
Near, 2015,
Agenda
Made with Atari 800, 2016, Filippo Santellocco
Made with Atari 800, 2016,
Filippo Santellocco
Tutti i computer del periodo disponevano del Basic, un linguaggio di programmazione ad alto livello nato nel 1963 piuttosto semplice da imparare.
Il più diffuso era il Microsoft Basic, erede dell'Altair Basic programmato da Paul Allen e Bill Gates.
Anche i dirigenti di Atari acquistarono questa versione del linguaggio ma i suoi ingegneri non riuscirono a ridurre le sue dimensioni (12KB) in modo che potesse entrare in una cartuccia da 8KB; Atari fu costretta a rivolgersi ad una ditta esterna (SMI) che creò l'Atari Basic.
Questo Basic presentava dei lati positivi, come i comandi per gestire la grafica e il suono oppure il controllo immediato della sintassi con segnalazione del punto dove si era verificato l'errore, ma aveva un grosso difetto: era molto lento rispetto ad altri Basic che pure giravano su macchine meno veloci.
Fortunatamente uscirono altri Basic più rapidi il migliore dei quali, gratuito, completamente compatibile, dotato di comandi supplementari e di compilatore, apparve nel 1985: si tratta del Turbo-Basic XL di Frank Ostrowski.
Naturalmente erano disponibili tanti altri linguaggi, come Assembler, Forth, Lisp, Logo, Pascal e Pilot.
Atari Basic, 1979
Atari Basic, 1979
Atari Logo, 1983
Atari Logo, 1983
Turbo-Basic XL, 1985, Frank Ostrowski
Turbo-Basic XL, 1985,
Frank Ostrowski
La serie degli Atari a 8 bit ha avuto un grande successo (leader del mercato nel periodo 1980-1982, in totale ne sono stati venduti almeno cinque milioni) e tra gli 8 bit è stata superata con certezza solo dal Commodore 64 (1982, il modello di computer più venduto della storia).
I motivi che portarono alla perdita della vetta a favore del C64 furono diversi:
1) la macchina Commodore per almeno due anni fu venduta ad un prezzo inferiore rispetto agli Atari concorrenti (800 prima e 800XL poi), grazie alla aggressiva strategia di Jack Tramiel (famoso il suo motto "business is war") che con la riduzione dei prezzi puntava ad estromettere i concorrenti dal mercato (Texas Intruments è stata una delle sue vittime), una politica agevolata dal fatto che Commodore poteva produrre autonomamente i circuiti integrati essendo proprietaria di MOS Technology (l'azienda produttrice del microprocessore 6502 usato da diversi computer dell'epoca); un aggressivo spot pubblicitario di Commodore sosteneva che fosse necessario acquistare quattro Atari 800 per avere lo stesso quantitativo di memoria di un C64;
2) Commodore pubblicizzò il suo nuovo prodotto, in TV e sulla stampa, molto più di Atari (basta sfogliare le riviste dell'epoca per rendersene conto), il che è comprensibile visto che la ditta di Sunnyvale nel 1983 aveva problemi finanziari tanto che nel luglio del 1984 venne svenduta da Warner Communications a Jack Tramiel; fino al 1981 invece i computer Atari avevano avuto testimonial del calibro dei compianti Robert Ludlum (autore del romanzo The Bourne Identity) e LeRoy Gordon Cooper (astronauta della NASA);
3) il C64 aveva alcune caratteristiche che semplificavano la programmazione dei giochi, come ad esempio gli 8 sprite multicolor (l'Atari ne aveva 5 e monocromatici), i 256 caratteri ridefinibili (l'Atari ne aveva 128), i soli 16 colori però facilmente gestibili (per essere sfruttati nei giochi i 256 colori dell'Atari richiedevano tecniche di programmazione complesse);
4) i dirigenti Atari, in particolare per quanto riguarda i giochi, preferirono limitare le loro dimensioni a 16KB per mantenere la compatibilità con i modelli dotati di poca memoria (400 e 600XL); con l'arrivo del C64 (1982), che disponeva di 64KB standard, questa strategia si ripercosse negativamente sulla qualità dei giochi (quando sviluppati in contemporanea o convertiti risultavano spesso leggermente inferiori a quelli della controparte);
5) il successo del C64 spinse le software house a investire su questa piattaforma, per la quale furono prodotti un numero sempre maggiore di programmi, e ad abbandonare progressivamente gli Atari.
A questo punto qualcuno potrebbe porre la classica domanda: al di là del mercato, che per i motivi appena illustrati, ha attribuito la vittoria al C64, qual era la macchina migliore? I rispettivi fan boy sostengono a spada tratta i computer da loro amati in giovane età. Essendo macchine simili ma con alcune peculiarità è difficile dare una risposta; probabilmente la vittoria deve essere assegnata al molto più recente al C64, la cui unica limitazione evidente sono i soli 16 colori disponibili.
È però indubbio che l'Atari 800, commercializzato quasi tre anni prima (1979), ha rappresentato una pietra miliare in ambito informatico e al momento della sua uscita è stato sicuramente più innovativo di quanto non lo sia stato l'ottimo C64 nel 1982.